Carlo Vigni
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Haiku visivi e gracili meraviglie: le foto di Pina Inferrera in mostra a Bergamo

 

Se anche tu sei convinta che non ci sia bisogno di urlare per farsi ascoltare, che basti un haiku per raccontare l’infinita bellezza o la profondità di un sentimento, i paesaggi intimistici dell’artista e fotografa di origini messinesi Pina Inferrera sapranno farti battere forte il cuore.

Si trovano in mostra, fino al 30 settembre, alla Sala Viscontea dell’Orto Botanico Lorenzo Rota di Bergamo Alta. Qui si possono vivere attimi d’incanto davanti alle dodici opere fotografiche del progetto “Fragile, maneggiare con cura”: stampe giclèe su carta cotone Fine Art formato 60 x 90, firmate e numerate con certificato di autentica, attraverso cui viene raccontato il sublime degli elementi naturali, dell’aria, della terra, dell’acqua e della luce che li plasma e domina.

Ma la rarefazione della messa a fuoco, la tecnica della sovraesposizione, un mirabile gioco di riflessi trasformano le foto in stati emotivi. Rami, parti di piccoli arbusti, minuscoli fiori, placidi corsi d’acqua, si sovrappongono, si mescolano, si fondono, perdendo la loro identità e diventando semplicemente materia. Semplicemente poesia.

Elementi delicati e spontanei e gracili meraviglie si trasformano così in metafora di una fragilità unica e preziosa, un mezzo per farci riflettere: solo se riusciremo a percepire l’intima connessione tra Uomo e Natura, tra le loro fragilità, riusciremo a mantenerle in equilibrio con rispetto e cura reciproca.

Non stupisce perciò che l’artista abbia deciso di proteggere un valore tanto delicato e prezioso come la vita, sostenendo con la vendita delle opere del progetto “Fragile, maneggiare con cura” l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo.