Carlo Vigni
Carlo Vigni
Carlo Vigni
Carlo Vigni
Carlo Vigni
Carlo Vigni

Prosegue la collaborazione tra Lombardi Arte, galleria di Siena, e Bolamì

 

L’Esperienza delle cose”, monografia del fotografo Carlo Vigni, nasce come un lavoro che si interroga sulla memoria della civiltà contadina toscana, attraverso l’indagine degli oggetti che di essa e della sua scomparsa ci danno prova.

“Cose semplici e d’uso quotidiano – scarpe, arnesi per il setaccio, pile di piatti, attrezzi agricoli, tele di sacco, matasse e gomitoli – sono incrostate dal tempo che su di loro s’è sovrapposto logorando, sfilacciando, allontanando nell’insignificanza e nel disuso” dice lo scrittore e critico letterario Antonio Prete e a noi questa descrizione piace moltissimo per raccontarvi quella che è l’arte fotografica di Carlo Vigni, nuovo ospite del feed di Instagram di Bolamì.

Senese, classe 1973, insignito di importanti awards internazionali, Carlo Vigni nasce come fotografo pubblicitario (ha realizzato le campagne per marchi come Gucci, Blumarine e Valentino Home, Calvin Klein Watches, Christian Dior Art de la Table, Atelier Poltrona Frau, solo per citarne alcuni).

Con il passare del tempo, il desiderio di ricerca e sperimentazione lo spingono a cercare nuove strade in direzione di una contaminazione del suo lavoro con le arti figurative e il mondo dell’editoria. Hanno preso così vita progetti e monografie come “L’Esperienza delle cose”, volume che raccoglie le fotografie scattate tra l’inverno del 2002 e la primavera del 2004 negli spazi del Museo della Mezzadria senese di Buonconvento.

Foto talmente speciali che sarebbe stato impossibile per Lombardi Arte non ospitarle sui suoi muri grezzi. La galleria senese, che eredita la tradizione dello storico Stabilimento Fotografico Lombardi, attivo a Siena dalla metà del 1800, non è infatti un mero contenitore riservato a un’élite ma una realtà unica, bottega e laboratorio creativo, forum, centro di riflessione e punto d’incontro.

Merito della sensibilità del suo cuore pulsante, Stefano Fantini, che della fotografia è perdutamente innamorato. Grazie allo spazio da lui riservato alle foto di Carlo Vigni, chi varca la soglia di Lombardi Arte Gallery viene colpito dal loro rigore e insieme dalla loro liricità. Gli attrezzi contadini che Carlo ha fotografato, decontestualizzati, isolati entro i confini dei rispettivi contorni e avvolti nel silenzio del disuso, perdono il segno della loro funzione e diventano forme pure, essenziali. Eppure il bianco e nero, le ombre e le luci, la contemplazione di Vigni (che fotografa con lenti a fuoco lungo per rimanere a una certa distanza dall’oggetto, come se lo vedesse per la prima volta) hanno saputo restituire a ognuno di loro una vita autonoma che prescinde dall’uso.

Ci si trova così di fronte a suggestioni ed emozioni, ci si ricorda della vita che sta dentro le cose, sebbene congelata dalla dimenticanza. Si percepiscono le mani che li hanno usati, quegli oggetti estranei, anche se nessun soggetto fa capolino nelle foto. Si intuiscono i movimenti ripetuti, meccanici, ma compiuti con passione e riconoscenza. Ecco perché noi di Bolamì abbiamo scelto le fotografie di Carlo Vigni per il nuovo Instagram feed: la nostra mente è corsa alle nostre maestre magliaie del distretto bolognese, casa nostra, alle loro mani pazienti, ai loro gesti continui, cadenzati ma sempre accurati e amorevoli mentre, punto dopo punto, lavorano all’uncinetto per plasmare i costumi più emozionanti in circolazione, semplici ma unici, ognuno diverso.

 

Come il lavoro di Carlo Vigni: le sue foto saranno anche austere ma hanno una potenza evocativa straordinaria. Cosa ci dicono? Che il tempo passa. La vita scorre. Le azioni cambiano. Gli oggetti, anche grazie a queste foto, restano. E continuano a raccontare storie, a trasmettere emozioni.