Alla ricerca di un guizzo di magia

In queste notti tutta l’Italia si è ritrovata col naso all’insù, cercando in prossimità del Grande Carro la doppia scia di Neowise, la cometa che è riuscita a resistere all’incontro ravvicinato con il Sole senza disintegrarsi, avvicinandosi così al pianeta Terra (tranquilla, parliamo di circa 100 milioni di chilometri!). Eh sì, stelle e comete continuano ad affascinarci e questa, poi, non sta deludendo le aspettative.

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Certo, non ha un nome molto romantico (per esteso si chiama Neowise C/2020 F3 dal nome del telescopio spaziale che l’ha scovata lo scorso marzo) ma questo non le impedisce di sprigionare una grande magia. Tu l’hai avvistata? Se non hai ancora potuto ammirarla, meglio sbrigarsi perché la sua luce si affievolirà giorno dopo giorno, a mano a mano che si allontana dal Sole (vuoi una dritta? Sul sito della Nasa trovi tanti consigli utili per scovarla!).

Il fascino della cometa dalla doppia coda

Prima di tutto, aspetta che sia sera e regalati una gita fuori porta. Neowise offre il suo profilo più splendente di notte e lontano dall’inquinamento luminoso delle città. Poi, punta i tuoi occhi (o il tuo binocolo) verso la costellazione dell’Orsa Maggiore: la troverai lì, a Nord Ovest, intenta a far danzare le sue code. Sì, perché questa cometa di code ne ha ben due: la principale, bianca, si estende per milioni di chilometri ed è costituita da polvere (non molto diversa da quella con cui combattiamo in casa durante le pulizie!). L’altra, ancor più bella, è bluastra, ed è formata da ioni.

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Sembra piccola, questa cometa, ma gli astronomi ci dicono che ha un nucleo di 5 chilometri e l’aspetto di una montagna di fango e ghiacci. In prossimità del Sole, grazie all’influenza della radiazione solare e delle particelle emesse continuamente dalla nostra stella, gli strati superficiali di Neowise iniziano a vaporizzare e a lasciare nello spazio minuscoli grani di polvere che, alla luce del Sole, si comportano come fantastici catarifrangenti, offrendo così lo spettacolo della coda.

Perché comete & Co. ci piacciono così tanto?

Vedrai, anche se non hai l’animo romantico e anche se ultimamente non sei proprio in vena di poesia, ti sorprenderai a sognare. Cosa trasforma questo probabile mattone di pianeta mai formato nel sistema solare quattro miliardi di anni fa, questo pezzo di ghiaccio antico, questo ammasso di enigmi geologici che – nel caso della cometa Neowise -, proviene da uno dei quartieri periferici del Sistema solare, la nube di Oort, in emozione pura?  La sua luce, la sua comparsa improvvisa, i misteri che porta con sé…

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Partiamo da qualche certezza: di stelle comete gli esperti ne vedono sfrecciare attorno al sole decine l’anno, ma pochissime si fanno vedere in tutta la loro bellezza a noi, comuni mortali, senza nemmeno l’uso di una strumentazione adatta e già questo basterebbe a rendere Neowise una cometa specialissima. Ma non è tutto: un altro dato certo è che nessuno, ma proprio nessuno di noi la rivedrà mai più. Presto sparirà nel buio da dove è arrivata e non tornerà dalle nostre parti se non tra 6.683 anni, secondo i calcoli più recenti.

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E tu, lo sapevi…?

Quindi non perdere l’occasione, spegni la  tv, esci e lasciati affascinare da questo spettacolo intrigante. Lo sapevi, per esempio, che potrebbero essere state proprio le comete a trasportare sulla terra l’acqua e le prime molecole basilari per la nascita della vita? E lo sapevi che la coda delle comete è sempre rivolta dalla parte opposta rispetto al Sole, perché è “pettinata” dal vento solare? In questo momento, mentre si allontana, la coda di Neowise la precede. E lo sapevi che il cielo stellato, cometa compresa, è patrimonio dell’Unesco?

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Un’occasione per riflettere… e per brillare

Noi siamo letteralmente stregate da questo evento. Soprattutto perché, al di là della bellezza oggettiva della cometa che illumina l’oscurità, ci dà l’occasione di riflettere sulla posizione infinitesimale che noi uomini occupiamo nell’universo. Pensaci: esistono oltre duemila miliardi di galassie e ognuna di loro ha centinaia di miliardi di stelle. Sarebbe assurdo continuare a sentirci onnipotenti. Sentirci belle come una stella, però, ci è concesso!

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Quindi, per rendere omaggio al cielo stellato (o per consolarti se non riesci a vedere la cometa prima che scompaia), diventa tu stessa una stella: ti aiuta Bolamì, vestendo i tuoi sogni più scintillanti con i costumi della serie Shine. Sembra strizzare l’occhio alla bellezza delle comete in particolare l’intero color senape. Guardalo: è un capolavoro planetario! Con il suo intreccio decorato da preziosi Swarovski sul fianco, realizzato in Lycra italiana, è la quintessenza della sensualità. E della “luccicanza”… come diceva in “Shining” Stephen King. Ma questa è un’altra storia e noi ci stiamo (solo) occupando della bellezza dell’universo.

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Lo puoi portare in spiaggia per far impallidire il sole. Lo puoi sfoggiare per sprizzare scintille al pool party serale. Lo puoi indossare sotto una gonna lunga alla caviglia di voile per risplendere sotto la luna. E sarà perfetto anche la notte del 12 agosto, quando le Persiadi lasceranno il cielo per atterrare proprio sul tuo costume dai riflessi dorati, promettendo, in cambio, di esaudire ogni tuo desiderio.